DAY HOSPITAL: RECENSIONI
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Rockshock
Hai
mai sentito parlare degli X-MARY? Nooo? Molto male! Allora ti consiglio di
ricordarti questo nome e di correre a vedere almeno uno dei loro concerti
perché potresti perderti uno dei libe più coinvolgenti della
zona. Con gli X-Mary si canta, si ride, si balla e si poga, insomma si può
fare tutto quello che si vuole, in più si può acquistare al
modico prezzo di 5 euro il loro nuovo Cd. Day Hospital contiene 25 canzoni
per una quarantina di minuti di durata, licenziato dalla loro stessa etichetta
LMC ed è disponibile in un bellissimo formato cartoncino con riportato
in copertina uno strano scontro frontale.
È difficile descrivere il contenuto del Cd e catalogarli in un genere,
facendolo rischierei di penalizzare la loro proposta musicale - infatti tutte
le canzoni sono assoluta libertà di espressione: non ci sono regole,
non ci sono schemi e non c'è pregiudizio solo tanta spontaneità,
voglia di raccontarsi e di divertirsi. Chi non li capisce potrebbe definirli
pazzi, scontati o addirittura insignificanti, io invece dico che sono freschim
istintivi, e soprattutto capaci di raccontare la vita di tutti i giorni in
modo unico, insomma hanno tutte le qualità necessarie per fare musica
vera.
Voglio finire questa recensione con una loro frase che il buon Scisci, accompagnato
da un pubblico sempre più scatenato, canta a squarciagola: "I
più forti siamo noi, che fumiamo tutto il giorno, i più forti
siamo noi, che non ce ne frega un cazzo!" Grandi.
Massimiliano Osini - Rockit.it
Primo
album completo per una formazione lombarda in giro da 10 anni che ha lasciato
dietro di sé innumerevoli demo. Nati come una sorta di divertissement,
gli X-Mary sostengono di non suonare musica demenziale e questo può
essere vero nel senso che si distaccano dai canoni del gruppo demenziale medio.
Tuttavia i loro testi sono intrisi di goliardia e sarcasmo e a tratti sono
molto spassosi da ascoltare. Per dire, gli Skiantos potrebbero apprezzarli
molto.
La musica guarda invece soprattutto all’hardcore come dimostra il brano
che apre il cd, “Bevi!”, che con la sua ruvidezza mi ha portato
alla mente la stagione d’oro del punk italiano. Altri brani grezzi e
selvaggi sono: “GG Allin”, “Hardcore of X-Mary #2”
e “Hardcore of X-Mary #1” i cui titoli sono del resto molto eloquenti.
Tuttavia abbondano le citazioni, le parodie e i crossover insoliti, così
come i riferimenti più ampi, dai Dinosaur Jr. di “Te ne vai”,
alla bossanova di “Tu sei lì” (da notare anche l’originalità
dei titoli), dal blues di “Azzurro”, all’oi-punk di “I
più forti siamo noi”, dallo ska-punk di “Te disi no che
roba fo”, al valzer demente di “Allucinazioni lucide” in
onore de «…il cotechino, la polenta, le cipolle e le verze di
Graffignana…» e forse il brano più divertente.
Nel complesso questo cd si dimostra positivo, ma anche troppo prolisso, nel
senso che non tutte le canzoni sono supportate dalla stessa freschezza di
idee. Quando questo accade è un piacere ascoltarli. Sulla distanza,
però si avverte un po’ di stanchezza.
Michele Ballerini - Alternatizine.com
Con
già alle spalle ben 7 (??) demo e una decina d’anni di attività,
gli X-Mary giungono con questo “Day Hospital” al loro primo vero
album.
Il loro intento specifico è quello di mimare ironicamente e di “attraversare
con leggerezza tutti i luoghi comuni della musica pop”, riproponendone
( e nello stesso tempo smontandone) tutti i meccanismi più banalizzanti.
Ecco allora che ritornelli epidermici, accelerazioni hardcore , riff rubati
ai FALL , derive zorniane e persino giri di bossa nova convivono in una sorta
di pastiche post-moderno e centrifugo.
La loro è una sorta di estetica del FRAMMENTO incentrata su brani brevissimi
che spesso parodizzano quella che Baudrillard definirebbe la “perfusione
pubblicitaria” che domina (e inquina/sottomette ) il nostro subconscio.
Anche se loro rifiutano l’etichetta di band di “musica demenziale”
mi pare evidente l’influenza di “complessi” tipicamente
demenziali come SANDRO OLIVA & THE BLUE PAMPURIOS o IL EDIPO E IL SUO
COMPLESSO.
Tra i 25 brani del disco spiccano gli assalti punk di “Bevi”;
“I Love Discount” (dove sembrano quasi un incrocio tra MUDHONEY
e SORELLA MALDESTRA in acido); “Vado Al Mare” (“Vado Al
Mare E Mi Scopo Tutta La Spiaggia/..Vado Al Mare E Mi scopo Tutti I Bagnini”)
; “Quanti Sive” e “Kiss Me Licia” (“Kiss Me
Licia /Lo Prende Nel Buco Del C….”).
Piacevoli anche “Tu Sei Lì” ,col suo incedere bossa nova
, e “ Qui Nella Città” , molto carina, quasi una parodia
di certo pop easy listening anni '70.
In altri casi invece non si va oltre un “demenziale” piuttosto
prevedibile e tutto sommato fine a se stesso.
In definitiva comunque band interessante . Di supponenti pseudo-artisti che
si prendono troppo sul serio ce ne sono già troppi in un paese tutto
sommato MOLTO periferico e marginale in quanto a cultura rock quale è
l’Italia.
Quindi ben venga l’ironia ogni tanto!
Day Hospital è un disco demenziale, zeppo di riff punk-rock, velocissimo e divertente. Pieno di storie raccolte stando ad osservare cosa succede davanti al cortile di casa
Non capisco perché un disco del genere debba arrivare fin qua per essere recensito: di gruppetti che fanno cose simili ce ne sono tantissimi in ogni parte di Italia e ognuno di loro vive della fama nella propria provincia, in cui non esiste un ragazzo che non canticchi le loro canzoni o addirittura non faccia parte delle storie raccontate nei testi.
Il problema è proprio questo: se gli X-Mary fossero della mia città o meglio fossero dei conoscenti probabilmente mi divertirebbero di più le loro canzoni dai ritornelli facili facili, in cui vengono citate cose e persone che solo uno “del giro” potrebbe veramente capire e gustare.
Quando ascoltiamo in Vado al Mare il cantante urlare “vado al mare mi scopo tutta la spiaggia vaffanculo, vado al mare mi scopo tutti i bagnini vaffanculo”, certo, ci fa ridere, e questo accade anche in altre canzoni (25 in totale, che vanno dai 40 secondi ai due minuti).
Anche se gli X-Mary vogliono per primi “cantare e suonare con la testa svuotata dalle seghe mentali”, rimane il fatto che dopo le risate del primo ascolto, del loro album non ce ne frega più niente.
Trovo davvero
geniale l’ironia con cui la band affronta certi argomenti come la droga
, ma questo non è sufficiente per convincerci ad avere il loro album
tra i nostri. Probabilmente è meglio cercare di vederli dal vivo.
